Le malattie delle unghie














Lente
L'unghia
incarnita




Unghia incarnita
L’unghia incarnita è una patologia molto frequente che colpisce soprattutto i giovani adulti. La malattia insorge generalmente su un’anomalia anatomica congenita che prende il nome di “malallineamento congenito dell’alluce”: l’unghia dell’alluce è deviata lateralmente rispetto all’asse della falange distale del dito; l’incarnimento è spesso precipitato da un pedicure non corretto con la formazione di spicule laterali che penetrano nei tessuti molli e causano una reazione infiammatoria più o meno grave e persistente. Si distinguono, a seconda della gravità, 3 gradi di incarnimento:
  • I° grado: infiammazione della piega ungueale laterale con dolore ed essudazione talvolta purulenta,
  • II° grado: formazione di tessuto di granulazione facilmente sanguinante che dal solco ungueale protrude a ricoprire parzialmente la lamina. Persiste dolore che interferisce con la deambulazione e le attività sportive,
  • III° grado: il tessuto di granulazione va incontro a riepitelizzazione con formazione di un cuscinetto che ricopre la lamina.
Nell’unghia incarnita di I grado, l’intervento del podologo è molto utile in quanto l’asportazione della spicula e un trattamento non invasivo con medicazioni ad hoc può portare a guarigione senza necessità di intervento chirurgico. Il titolo di podologo viene oggi ottenuto con un corso di laurea breve della durata di tre anni.
Il podologo non è comunque un medico e non può effettuare procedure chirurgiche , per questo nell’unghia incarnita di II o III grado è necessario rivolgersi al Medico.

Se l’incarnimento è grave, cioè la piega laterale è molto infiammata, sanguina vi è secrezione purulenta è necessario asportare definitivamente la porzione di matrice che da origine alla parte laterale della lamina (corno laterale dela matrice). Questa porzione di matrice è situata in profondità e lateralmente nella falange per cui non viene distrutta se ci si limita a estrarre chirurgicamente l’unghia malata. Questo spiega perché gli interventi di avulsione dell’unghia oltre ad essere dolorosi e invalidanti ma non risolvono mai definitivamente il problema.

Il trattamento
Il migliore trattamento dell’unghia incarnita grave è la fenolizzazione, che è un intervento medico che viene effettuato in anestesia locale e ha durata complessiva di circa 20-30 minuti. Con questo intervento si utilizza il fenolo alla concentrazione dell’88% al fine di distruggere chimicamente la matrice laterale dell’unghia.
Il fenolo ha diverse proprietà che lo rendono “insostituibile” per questo tipo di intervento:
  1. ha proprietà antisettiche ,quindi evita la comparsa di infezioni e non rende necessaria la terapia antibiotica dopo l’intervento,
  2. ha proprietà anestetiche e quindi fa si che il post-operatorio non sia doloroso,
  3. ha proprietà cicatrizzanti per cui dopo 2-4 settimane dall’intervento il dito è in genere completamente guarito.
Controindicazione a questo tipo di intervento sono i disturbi circolatori gravi.
La fenolizzazione ha il vantaggio di produrre ottimi risultati estetici, di essere scarsamente invalidante e dolorosa e di avere ottime probabilità di successo definitivo (più del 95%).
Non ultimo vantaggio di questa tecnica è la sua relativa economicità rispetto a trattamenti più invasivi e costosi quali ad esempio la resezione chirurgica con il laser.
Per questo tipo di trattamento è opportuno rivolgersi al Dermatologo.